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Marcello Fois mio padre Prologo per pararmi il culo Senti Nuoro, hai ragione, scusami Mi rendo conto, e confesso di essere una campanilista da strapazzo Non vado mai in giro a curiosare tra i tuoi viottoli, non scopro angoli nascosti che evocano tempi andati, non magnifico le tue glorie, non ricordo le tue tante chiese, e quando voglio fare foto, esco da te Un po per hai colpa anche tu Sei diventata pi grande e pi grigia Nella storia ti sei adagiata sugli allori dell essere Provinci Marcello Fois mio padre Prologo per pararmi il culo Senti Nuoro, hai ragione, scusami Mi rendo conto, e confesso di essere una campanilista da strapazzo Non vado mai in giro a curiosare tra i tuoi viottoli, non scopro angoli nascosti che evocano tempi andati, non magnifico le tue glorie, non ricordo le tue tante chiese, e quando voglio fare foto, esco da te Un po per hai colpa anche tu Sei diventata pi grande e pi grigia Nella storia ti sei adagiata sugli allori dell essere Provinciabarrosae non hai pi mosso un dito per salvaguardare ci che di buono avevi Fortuna che esiste un Fois a rinfrescarci la memoria Fortuna che c mio padre Fortuna che esiste la memoria Diamoci un contegno Ammetto di non saper parlare di questo libro, di sicuro so che il suo destino nello mio sgabuzzino mentale disordinatissimo per carit , ma che vi frega, chi ci fruga dentro son solo io legato a due impressioni La prima che pare la versione ingentilita de Il giorno del Giudizio di Satta con il lessico ricco, poetico e famigliare della Morante ne L isola di Arturo La seconda, che pi che un impressione una modificazione del mio stato d animo, che fa uscire la sarda che c in me Perch questo grande paesone di oggi, un tempo, che non ricordo n io n voi, stato un piccolo crocevia di anime, e se io fossi stata Borges, ah allora s che avrei saputo come descrivere la Nuoro di cui si parla dove austere casette s avventurano appena offuscate da lontananze immortali a disperdersi nella fonda visione fatta di gran pianura e maggior cielo Tutte codeste, sono per il bramoso d anime un pegno di ventura giacch al riparo loro tante esistenze s affratellano sconfessando la prigionia delle case e fra esse con eroica volont d inganno procede la nostra speranza che per Borges poi, era la descrizione de las calles di Buenos Aires capito Buenos Aires, non Nuoro , come a dire che tutte le citt un tempo son state Rio Bo, e come a dire che tutti gli uomini sperano per Fois, il cui racconto sfrondato dai nomi fittizi, potrebbe essere un aneddoto dei tanti che ripete mio padre, come fossero mantra, forse per ricordarsi chi stato e da dove viene, la speranza quella di lasciare un segno, un aspettativa universalmente umana, come si intuisce dalle parole di Borges, che ripeto, parlava di Buenos Aires, non del puntino che diede i natali alla Deledda Cos , se proprio dovessi sforzarmi di farvi capire, io che non sono Borges, n la Deledda, n mio padre, potrei dire che in questo libro si corre tra due strade parallele, una in cui arranca faticosamente il desiderio di creare vestigia , intese proprio come impronta, il voler forgiare la propria esistenza sapendo che qualcuno si ricorder di cosa stato e chi stato, e una in cui procede spedito, il resoconto storico di una citt antica, che sapeva di lentischio, mandorle e ginestra Io e voi lettori, siamo lo spartitraffico in mezzo a queste due vie voltandoci verso l una, percorriamo le vicende sui cui si accanisce beffardo il destino di coloro che sperano, con lo stesso sguardo paterno del cielo di Pascoli ricordate..E tu, Cielo dall alto dei mondi sereni infinito, immortale oh d un pianto di stelle lo inondi quest atomo opaco del Male e osservando dall altra, ci crogioliamo dentro la salubre scia di storie che non dovrebbero essere dimenticate Due vie, due mondi, due realt parallele, che possiamo far incontrare solo noi, puntando lo sguardo ben fisso verso l orizzonte, orizzonte che questa volta s , sia il mio, sia il vostro, che quello del Borges di quasi un secolo fa Barroso termine sardo il cui significato arrogantemente vanitoso E una storia inventata, ma anche vera Appena posso la ricomincio da capoE un bel libro anche preso singolarmente, ora ovviamente mi resta da scoprire il resto della trilogia E misterioso e poetico, di una poesia robusta e concreta Dicendo che si tratta di una saga familiare mi sembra di aver detto tutto e niente uno di quei racconti che ti portano a chiederti quanto dura la vita di una persona Dura lo spazio di un secondo o dura piuttosto un eternit Ambientato a Nuoro, mi haE una storia inventata, ma anche vera Appena posso la ricomincio da capoE un bel libro anche preso singolarmente, ora ovviamente mi resta da scoprire il resto della trilogia E misterioso e poetico, di una poesia robusta e concreta Dicendo che si tratta di una saga familiare mi sembra di aver detto tutto e niente uno di quei racconti che ti portano a chiederti quanto dura la vita di una persona Dura lo spazio di un secondo o dura piuttosto un eternit Ambientato a Nuoro, mi ha riportato immediatamente alle atmosfere di Paese d ombre di Dess , ma anche di tutte le altre belle saghe familiari che ho letto dai Buend a agli Scacerni, e ci sono anche molti punti in comune con Il dolore perfetto di Riccarelli Raccontare la storia di una famiglia da sempre il modo migliore di raccontare un avventura che in un solo sguardo abbraccia le persone, i sentimenti, i luoghi, la quotidianit e la Storia fatta dei grandi eventi Anche in questo libro come negli altri citati, si racconta del dolore e del senso di impotenza di fronte alla storia, al destino e alla tragedia.C la storia di una stirpe, la famiglia Chironi, che in realt stirpe non in quanto i due capostipiti Mercede e Michele Angelo sono entrambi trovatelli, i cui cognomi sono stati loro attribuiti in modo fittizio E dunque non si narra solo la loro storia e della loro discendenza, ma anche le storie che all interno della famiglia si inventeranno per creare, per immaginare gli avi di cui in realt non si sa nulla C un racconto, e c il racconto nel racconto se Baricco ci ha insegnato che non sei fregato veramente finch hai da parte una buona storia da raccontare, qui si fa un passo avanti perch se uno non ha la storia da raccontare, se la va a trovare I temi del raccontare e del ricordare insieme sono presenti lungo tutto il libroe Giuseppe ascoltava quella storia lontana con la tranquilla contezza di chi sa che ripercorrere un percorso a ritroso non incide sul futuro se non in termini di coscienza di s Dal basso della sua condizione analfabeta sapeva qualcosa che non si pu insegnare non importava quanto fosse vero o falso quel racconto, importava raccontare Fois stesso trova parole per descrivere il lavoro da lui compiutoMa come si racconta questa storia di silenzi Voi lo sapete, tutti lo sanno che le storie si raccontano solo perch da qualche parte sono accadute Basta afferrare il tono giusto, dare alla voce quel calore interno di impasto che lievita, sereno in superficie, turbolento in sostanza La narrazione, che copre il periodo dal 1900 fino al 1943, frammentata e cronologicamente disordinata restituisce un dipinto cubista, ma a fare da collante tra la storia dei Chironi, la Storia che tutto travolge e la piccola quotidianit del secolo scorso il Dio delle piccole cose , c una poesia di questo calibroE un pomeriggio di agosto avanzato, di quelli compatti che sanno di lenzuola fresche profumate con mele cotogneoppureE c era il piano scabro della nostra vita insieme, come un tavolaccio rustico dove le malie del passato potessero trovare un ordine Notevole infine la parte di racconto relativa alle testimonianze dalla prima guerra mondiale non ha nulla da invidiare al conterraneo Lussu Bello, eh, non c dubbio, io per intanto lo mollo qua, a pagina non so quanto, forse ottanta, forse cento, ch ho l ebook e ogni volta che ingrandisco o rimpicciolisco il carattere le pagine scattano da ventotto a quarantadue o indietreggiano da centoundici a settantuno, lasciandomi come un antico marinaio cui improvvisamente abbiano oscurato le stelle che non si dica che non so metaforare, io.Pesante, questo libro, ma pesante, pesantissimo Come una versione di greco da fare di pomeriggio, Bello, eh, non c dubbio, io per intanto lo mollo qua, a pagina non so quanto, forse ottanta, forse cento, ch ho l ebook e ogni volta che ingrandisco o rimpicciolisco il carattere le pagine scattano da ventotto a quarantadue o indietreggiano da centoundici a settantuno, lasciandomi come un antico marinaio cui improvvisamente abbiano oscurato le stelle che non si dica che non so metaforare, io.Pesante, questo libro, ma pesante, pesantissimo Come una versione di greco da fare di pomeriggio, a sedici anni, quando invece puoi giocare a PlayStation a PlayStation, non alla PlayStation o sederti in piazzetta a bere birra calda e fumare canne una divisa in quattordici, ma vuoi mettere la ribellione o girare a Cagliari con la testa per aria o leggere un libro di Bukowski o fare qualunque altra cosa, tranne la versione di greco.Dicevo, pesante, sto libro E la storia di una famiglia che si capisce da subito che sfigatissima, con morti, disgrazie, lutti e quant altro, per non farci mancare niente Ma non questo il problema, figuriamoci, io divoro le saghe familiari disgraziatissime e sfigatissime Mi piacciono, proprio Tipo quelle dei Singer, Israel e Isaac Esther ancora non l ho provata , oppure, uno a caso, McCourt Mi piacciono, mi crogioulo, io, nei drammoni familiari E allora qual il problema Io Io che fatico a immedesimarmi in una storia, a cascarci dentro, se la storia non raccontata bene Certo, Marcello Fois scrive benissimo sia indicato al pubblico ludibrio chi dice il contrario usa persino la parola baluginio, che non sono mica tanti gli scrittori che la usano Forse Erri De Luca s , lui la usa mi sta venendo voglia di aprire tutti gli ebook di Erri De Luca Erri De Luca, mannaggia Si fosse chiamato Harry De Luca sarebbe stato ancora pi figo Harry, come l amico di Derrick.Ma torniamo a noi La scrittura di Marcello Fois una roba che io mi immagino lui, seduto alla scrivania di legno massello altro che noi poveri recensori con scrivania Ikea in truciolato, se va bene , ecco, mi immagino lui alla ricerca di parole difficilissime, frasi wow, espressioni che Michela Murgia deve morire di invidia, quando le legge Io me lo immagino cos , preso a ricercare la musicalit del testo, la metafora che ti spiazza me lo immagino che una mattina si sveglia con baluginio in testa laddove io, al massimo, riesco a mettere insieme cesso e caffe allora si inventa qualcosa in cui ficcarlo, quel maledetto baluginio Lo so, per , colpa mia Io sono terra terra, non riesco a capire perch non si possa raccontare una storia nel modo pi semplice possibile Non capisco perch se ci sono un modo pesante e un modo leggero di dire le cose, si scelga sempre quello pi pesante Appesantendolo con baluginii vari Fa molto scrittore, la scrittura difficile, e un altra cosa che mi ha ricordato sto libro sempre quando avevo sedici anni spenta la Play, finito Bukowski, pure le canne scarseggiavano e volevo fare il figo Mannaggia, mo vado in biblioteca e prendo, toh, Proust E andavo tra gli scaffali, lo cercavo, lo portavo al banco dalla bibliotecaria facendo la faccia di quello che eh s , leggo Proust, che cazzo ci vuoi fareEcco, non sopporto la scrittura artefatta, artificiale, affettata e altre parole difficili Non sopporto la scrittura che si compiace Che cosa mi interessa, a me, se sai un sacco di parole Raccontami una storia, ch quello voglio Attenzione, per , che tutte queste sciocchezze che ho scritto non appaiano come un inno all ignoranza o, peggio, alla sciatteria Tutto il contrario Trovo molto pi semplicistico e ignorante, e sciatto il ricorso a una scrittura artefatta, difficile, arzigogolata, complicata, pesante Tipo brigadiere dei carabinieri che per far vedere che ha fatto le scuole, lui, usa un italiano che esiste solo nella sua testa E in quella dei suoi colleghi della Benemerita Lo scopo di chi racconta una storia quello di avere qualcuno che ascolta, e la speranza di chi ascolta quella di sentirla, una storia Invece con Marcello Fois, ma pure con tanti altri, sembra che lo scopo sia solo quello di fare i fighetti ermetici, tipo il suddetto brigadiere Una figaggine ermetica che prende assieme scrittore e lettori, contenti il primo di essere un letterato e i secondi di capirne, di letteratura.Sar , io non ci capisco niente per , e preferisco un Lansdale a casaccio con scazzottate e sparatorie a questo baluginio quaE poi, ci che mi ha fatto desistere definitivamente, stata questa frase per essere buono il vino deve sporcare il bicchiere No Sono andato avanti altre pagine, ma c era sempre sto vino che macchia il bicchiere a ronzarmi in testa, fino a che non ce l ho pi fatta Siano banditi tutti gli scrittori in ispecial modo quelli sardi che cianciano di vino che sporca il bicchiere Dove andremo a finire, di questo passo A dire che la Sardegna bella tutta, signora mia, io amo soprattutto l interno E l ospitalit L ospitalit dove la mettiamo E la gente, la semplicit La vita di una volta, i ritmi lenti pane, formaggio e un bicchiere di vino che resta macchiato, ovviamente La stirpe di AbeleIl romanzo sostanzialmente una saga familiare e questo potrebbe evocare un impressione di dej vu, di poca originalit , tanto pi che le vicende della famiglia Chironi si svolgono per un cinquantennio dalla fine dell ottocento attraverso eventi storici ben noti e gi molto sfruttati sul piano narrativo, la Grande Guerra, l avvento del fascismo, l emigrazione fino alla Seconda Guerra Mondiale.Ma in questo contesto non eccezionale ci che in Stirpe eccezionale e sorprendent La stirpe di AbeleIl romanzo sostanzialmente una saga familiare e questo potrebbe evocare un impressione di dej vu, di poca originalit , tanto pi che le vicende della famiglia Chironi si svolgono per un cinquantennio dalla fine dell ottocento attraverso eventi storici ben noti e gi molto sfruttati sul piano narrativo, la Grande Guerra, l avvento del fascismo, l emigrazione fino alla Seconda Guerra Mondiale.Ma in questo contesto non eccezionale ci che in Stirpe eccezionale e sorprendente, soprattutto per un lettore esterofilo e poco propenso alla scoperta di autori italiani contemporanei all altezza, la profondit dello stile, molto originale, poetico ed espressivo, sia nella costruzione delle frasi e delle descrizioni, sia nella struttura stessa del racconto, con imprevisti scarti temporali per cui un evento ritorna sulla pagina da un diverso punto di vista, oppure sostituendo la fantasia alla realt o viceversa, o anche rimettendo a fuoco particolari di episodi che erano stati accennati solo fugacemente.Questo stratagemma stilistico crea vertigini e lascia il lettore col fiato sospeso in attesa di cogliere l effettivo snodo del racconto come nell emblematica commovente scena finale Altro punto di forza, pi prevedibile ma non meno efficace, la collocazione geografica della storia in uno dei pi marginali e poco noti capoluoghi di provincia, che anche la citt natale di Fois la Nuoro di questo romanzo cresce sullo sfondo della trama, da un gruppetto di paeselli della Barbagia che in qualche modo vanno a fondersi, assemblando i pastori ai contadini e ai primi artigiani, a una quasi pretenziosa sede di tribunale, carcere, prefettura voluta dal Duce, a una cittadina con una nascente borghesia che, in cerca di un decoro e una pur modesta ricercatezza nei balconi, nelle inferriate, nei monumenti, alla base della crescita economica della bottega del fabbro protagonista e della sua stirpe Ho cercato di identificare alcuni elementi distintivi del romanzo ma in verit il segreto del suo fascino e della sua riuscita sta nella capacit dell autore di renderci emotivamente partecipi e, perch no , commossi di fronte alla storia comune di personaggi vivi e credibili Ecco, a proposito di credibilit un apparente stridore di artificio pu sorgere dall eccessiva serie di sventure, violenze, maledizioni che si accaniscono sui Chironi, tanto pi ingiusta in rapporto alla mitezza e alla rassegnazione con cui tutti loro reagiscono, una stirpe di vittime della violenza dei tempi e della crudelt del destino.E tuttavia in questa infinita lotta testarda, fra un mondo e un tempo particolarmente ostili ed una stirpe sempre sul punto di estinguersi e di perdere uno dopo l altro i rami pi rigogliosi della sua progenie, che risiede la resistenza e l eroismo della gente che va comunque avanti,prima che ogni aspettativa sia definitivamente violata dalla vita Non siamo nient altro che il prodotto di una mistura tra qualcosa gi fatto e qualcosa da farsiMi piaciuta molto questa storia che partendo dalla fine dell ottocento e arrivando al 1943 ci racconta la vita della famiglia Chironi Primo di una saga a cui seguono Nel tempo di mezzo e Luce perfetta.Una struttura in cantiche che mischia i passaggi danteschi partendo dal Paradiso, passando per l Inferno e concludendo con il Purgatorio riflettendo cos gli alti e bassi dell epopea famigliNon siamo nient altro che il prodotto di una mistura tra qualcosa gi fatto e qualcosa da farsiMi piaciuta molto questa storia che partendo dalla fine dell ottocento e arrivando al 1943 ci racconta la vita della famiglia Chironi Primo di una saga a cui seguono Nel tempo di mezzo e Luce perfetta.Una struttura in cantiche che mischia i passaggi danteschi partendo dal Paradiso, passando per l Inferno e concludendo con il Purgatorio riflettendo cos gli alti e bassi dell epopea famigliare.Tutto parte con l incontro fulminante tra il diciannovenne Michele Angelo Chironi e la sedicenne Mercede Lai E il 1899 e siamo a Nuoro ancora paese ma dovecomincia a ribollire l ormone della modernit che ventila ipotesi di citt , perlomeno di cittadina Comincia cos un racconto di nascite, di morti, di sorrisi e di lacrime Una famiglia che si allarga e si restringe come i mantici di una fisarmonica mentre la Storia prosegue a gran passi e attraversa ben due Guerre Mondiali.Si alternano registri di prosa cos e di poesia cos come la storia di questa stirpe non s incrocia solo con i reali eventi storici ma anche con un racconto che risale alle origini di questa famiglia e a quell emissario della corte spagnola di nome Quiron Un romanzo che appassiona Una scrittura che mi ha colto di sorpresa.Credo che le scrittrici e gli scrittori sardi abbiano la peculiarit di parlare della propria terra con un sentimento che non ha eguali Sembra quasi una necessit che, per , assolutamente liberata da primitivi ed ingenui campanilismi Troviamo cos delle opere che traducono questo a perfettamente.Riflettevo sul fatto che in quest opera di Fois a questo sentimento ben espresso si aggiunge un valore non trascurabile, ossia quello di rendere le vicende, di una famiglia sarda tra le tante, episodi che si divincolano dalla circostanza e assumono le sfumature di ci che universaleIn cucina, nonostante la penombra, vede il chiarore del piano di marmo del tavolo e del foglio di giornale in cui si annuncia che l Italia entrata ufficialmente nel conflitto che tutti chiamano mondiale.Mondiale voleva dire che tutto il mondo, quindi anche tutti i sardi che abitavano oltre le montagne e persino oltre il mare, sarebbero stati chiamati a combattere Qualcuno se li ricordava ancora i reduci garibaldini o quelli di Crimea, senza una mano, senza un occhio, e mica si trattava di guerre mondiali, figuriamoci A quella donna la parola mondiale sembra enormemente peggiore, peggiore della parola guerra Che le donne, a guerreggiare con se stesse, con gli stenti, con i mariti ubriaconi, con i figli da sistemare, ci sono abituate da sempre Ma il mondo, Dio santo, il mondo un altra cosa Una scoperta Su filandeuhttps www.youtube.com watch v RCWfA Una storia di silenzi ,in una testarda terra dura Ma come si racconta questa storia di silenzi Voi lo sapete, tutti lo sanno, che le storie si raccontano solo perch da qualche parte sono accadute.Basta afferrare il tono giusto, dare alla voce quel calore interno di impasto che lievita,sereno in superficie ,turbolento nella sostanza.La Stirpe dei Chironi ha inizio con Michele Angelo Chironi e Mercede Lai.Si incontrano in chiesa, lui 19 lei 16 anni , si sposano poco dopo e poi arrivano i figli Una storia di silenzi ,in una testarda terra dura Ma come si racconta questa storia di silenzi Voi lo sapete, tutti lo sanno, che le storie si raccontano solo perch da qualche parte sono accadute.Basta afferrare il tono giusto, dare alla voce quel calore interno di impasto che lievita,sereno in superficie ,turbolento nella sostanza.La Stirpe dei Chironi ha inizio con Michele Angelo Chironi e Mercede Lai.Si incontrano in chiesa, lui 19 lei 16 anni , si sposano poco dopo e poi arrivano i figli , i gemelli Pietro e Paolo ,Gavino ,Luigi Ippolito,Marianna Michele Angelo sa forgiare il ferro e la forgiatura ,una disciplina in cui fondamentale capire quando bisogna fermarsi e quando bisogna avanzare , una buona metafora della vita.Forgiare il metallo l arte di combinare la trazione della barra, cos da appuntirla come deve essere lo sguardo, acuminato, per affrontare le cose del mondo la piegatura ,che serve,perch in essa non sempre c resa, ma qualche volta ,evoluzione , la compressione, che ridurre il metallo alla giusta compattezzavuol dire imparare a subire per fortificarsi ,accettare le domande senza temere le risposte, concepire le vittorie anche attraverso le sconfitte.Poi viene la punzonatura ,che corrisponde a lasciare un segno ,una depressione ,un foro sono gli errori che si fanno a lasciare un marchio, ma non si tratta di ferite, no, sono segni di forza, decorazioni, incisioni di ci che si superato.Questo romanzo una storia di silenzi perch c una porzione di verit e di dolore nelle storie, che non ha parole per esprimersi la storia di una famiglia , con colpi di luce e ombra , fatta di a ,dedizione , felicit senza ostentazione ,rimpianti , enormi dolori sommessi.Mi ha colpito molto la scrittura di Fois ,essenziale ,selvatica ,di una poesia ruvidaE la fine non una fine Ritorno con questo Stirpe ai primissimi tempi delle mie letture pi consapevoli, quando complice un esperienza sentimentale finita male mi ero trovato con troppo tempo libero ed ancor pi voglia di leggere In quei mesi frequentavo spesso la libreria del quartiere oggi, mea maxima culpa, anche io mi rivolgo spesso all online ed in una di quelle visite mi era capitata fra le mani l edizione supercoralli di Nel tempo di mezzo di Marcello Fois Sapevo che pur essendo il secondo capitolo di un Ritorno con questo Stirpe ai primissimi tempi delle mie letture pi consapevoli, quando complice un esperienza sentimentale finita male mi ero trovato con troppo tempo libero ed ancor pi voglia di leggere In quei mesi frequentavo spesso la libreria del quartiere oggi, mea maxima culpa, anche io mi rivolgo spesso all online ed in una di quelle visite mi era capitata fra le mani l edizione supercoralli di Nel tempo di mezzo di Marcello Fois Sapevo che pur essendo il secondo capitolo di una trilogia si poteva leggere anche come un romanzo singolo, e decisi di affrontarlo Pur con qualche spunto interessante, non mi entusiasm , e Marcello Fois si ridusse per il momento ad occupare un pezzo dello scaffale importante della mia libreria Ho avuto poi modo di conoscere personalmente Marcello come persona squisitissima ed estremamente profonda Questo, insieme all uscita in versione audiolibro, mi ha portato a leggere molti anni dopo il primo volume della trilogia dei Chironi, che appunto questo Stirpe.Che come molto spesso accade quando si parla di opere che danno l avvio a sequel, un assoluto capolavoro Nel narrare l ascesa e le disavventure di una famiglia artigiana della Barbagia quella dei Chironi appunto , lo scrittore nuorese ha saputo raggiungere un raro equilibrio Tra parte narrata e parte informativa, tra la piccola storia delle singole famiglie di questa terra lontana e tormentata e la grande storia che dall unit d Italia alla seconda guerra mondiale passata anche di qu Sono genti non abbastanza povere perch ci si dimentichi di loro, e non abbastanza ricche per poterselo comprare, questo agognato obl o Emerge, in maniera cos vivida da essere quasi sensoriale, la Sardegna Quella selvatica, aliena, primitiva, lontana Una terra fatta tutta di sensazioni forti Sopratutto di odori L odore di pelle di capra, delle erbe, del pane Carasau appena sfornato L odore di selvatico dei cani quasi sempre maremmani, che dividono la loro vita tra una servit dolorosa ed una vecchiaia da randagio un saluto all indimenticabile Murazzanu L odore di incenso delle sacrestie, dei veli neri che coprono la fronte delle donne di ogni et , la cui vita viene scandita da preghiere che sono quasi riti pagani Niente a che vedere con la sardegna di plastica della costa Smeralda e dei film di Jerry cal e di Cristian De Sica, gli venisse una diarrea persistente.Questa Sardegna viene calcata da uomini e donne che devono affrontare un tempo troppo pi grande di loro, e questa isola cos lontana e taciturna sembra non trovare le parole per raccontare il secolo breve che non si dimenticato di loro E sembra ad un certo punto chiedere aiuto della sua sorella pi grande e terribile, la sicilia E la Sicilia arriva, sottoforma di rimandi e citazioni letterarie evidentissimi e riusciti Arriva padron Ntoni Malavoglia, fiaccato dal lavoro e del pianto dei suoi figli a specchiarsi con Michele Angelo Chironi, che vittima dello stesso pianto degli stessi figli morti nella stessa guerra arriver a maledire lo stesso Dio lontano Ho visto il sorriso storto di Ntoni Malavoglia, trasferitosi a Napoli e perduto nel vizio, di fronte alla fine di Gavino Chironi, partito dal paese verso l Inghilterra per poter convivere con la sua identit di omosessuale, e perduto anche lui E Luca Malavoglia davanti a Luigi Ippolito Chironi, caduti in guerre lontane ed inutili, sedotti e rapiti da patriottismi beceri che questi popoli non hanno mai saputo capire Ma i pescatori di Aci Trezza, che rispecchiano ed amplificano le sofferenze dei fabbri di Nuoro, non sono i soli siciliani che vengono a dare la parole alla Sardegna che si apre.Davanti alla retorica patrottarda, alla sanguinosa sovrastruttura fascista che celebra un progresso senza fondamenta imposto dall alto con la violenza, si fermano gli occhi di fuoco di Don Fabrizio Corbera principe di Salina citato esplicitamente che con un sorriso sarcastico contempla come i fascisti a suon di manganellate cambiano tutto affinch nulla cambi La prima guerra mondiale L inganno patriottardo che ciascuno di noi ha dovuto ingoiare alle scuole elementari, gi stato svelato da un altro sardo da Emilio Lussu, nel suo un anno sull altipiano Fois racconta la stessa storia con la delirante voce dei reduci distrutti nell anima, ma da un punto di vista diverso L atto d accusa lo stesso, ma non parte dalle trincee Viene dalle campagne pietrose della Barbagia, attraverso il pianto di chi non vede tornare i propri figli partiti in nome di un ideale menzognero e che non si capisce, attraverso la follia di chi sopravvissuto solo con il corpo, ma in realt non n vivo n morto E sia vivo che morto L omosessualit tema pesantissimo affrontato di sfuggita ma non per caso Perch una terra lontana da tutto per forza di cose diventa una terra arcaica, che genera dilaniamento tra adeguamento forzoso a inviolabili regole millenarie ed aspirazione a vivere la propria identit Gavino Chironi ricorda molto da vicino per la sofferenza, il disprezzo di s , la progressiva perversione, la relazione sentimentale anche con la madre che diventa tormento, il grandissimo dottor Fadigati degli occhiali d oro di Giorgio Bassani Adesso vediamo, mammina, se riuscirai ancora ad amarmi sono frasi che lasciano il segno e che ci interrogano se tutto quel tormento discende davvero da un percorso intrinsecamente peccaminoso o se non piuttosto, dalla dannazione di non poter essere se stessi in mezzo agli altri E la prima volta che affronto un romanzo in audiolettura in cui uno scrittore legge se stesso L esperienza importante, anche perch il libro lo merita Marcello Fois legge Marcello Fois, marcando e dando energia esattamente dove serve che ci sia, restituendo spessore e vita anche e soprattutto con l accento Lo ho gi scritto, lo ribadisco Quando un romanzo si ambienta in terre culturalmente cos definite, secondo me gli audiolibri sono meglio, soprattutto se letti con la dizione delle terre che sono rappresentate Un grande libro, ne vale davvero la pena Sono davvero contento di aver incontrato nuovamente il mitico Murazzanu sulla mia strada, il capostipite di tantissimi cani letterari delle mie letture successive L ambizione di scrivere un grande romanzo cLa tecnica pure, e la capacit di tenere una trama di buon livello Quello che manca l arte, il soffio degli della scrittura, quello che pulisce la polvere, lava via il fango e rende lustro e perfetto quel che si scrive Anche se aspro, o maligno, o rozzoGavino fa nevicare pane sbriciolato sulla superficie membranosa del lattesolo un esempio di lettura troppo leccata e arzigogolata, troppo pensata, estenuata nella ricerca del bello sc L ambizione di scrivere un grande romanzo cLa tecnica pure, e la capacit di tenere una trama di buon livello Quello che manca l arte, il soffio degli della scrittura, quello che pulisce la polvere, lava via il fango e rende lustro e perfetto quel che si scrive Anche se aspro, o maligno, o rozzoGavino fa nevicare pane sbriciolato sulla superficie membranosa del lattesolo un esempio di lettura troppo leccata e arzigogolata, troppo pensata, estenuata nella ricerca del bello scrivere, che affatica piuttosto che catturareNella luce secca di gennaio tutto appare fragile Quasi una glaciazione dello sguardoBello, eh, ma cosa vuol dire Ha uno sguardo freddo, uno sguardo che congela, che si congelato O che quello che si guarda gelato E no, non ci sono tutti questi sottotesti, tutte queste possibilit di interpretazione E messa l cos , tipo soprammobile.Eppure la narrazione del mare, dei briganti, della guerra, hanno tutto un altro passo Epico, mentre quello famigliare schiacciato e forse con un romanzo che si chiama Stirpe l idea era proprio il contrario E nel piccolo, nel quotidiano che la scrittura si ingarbuglia, la mano si impunta E in quel volerci mettere di tutto come se un libro per essere una saga che narra di una stirpe dovesse contenere tutte le caratteristiche dell Umanit dall omosessualit al fascismo, al fascino della forgiatura delle donne vestali del focolare , dal Fato al Destino qui veramente cinico e baro che i Chironi espiano colpe di 400 anni passati e 400 in divenire Capisco che sia funzionale alla narrazione, ma si oscilla tra una verghiana mancanza di empatia con chi ci si potr mai identificare e un eco di sperimentalismi linguistici irrisolti Dubbio etnografico perch specifica sempre pane carasau Un romanzo che racconta una storia nella Storia La storia della famiglia Chironi, a partire dal suo capostipite Michele Angelo, un fabbro che sa in cosa consiste la forgiatura, che l arte di combinare trazione, piegatura, compressione, punzonatura del metallo La forgiatura cogliere l attimo in cui il metallo pronto per la lavorazione, quando dall arancio passa al giallo, quando l esperto fabbro comprende di essere lui il padrone e di poter piegare e dare la forma che lui vuole alla mat Un romanzo che racconta una storia nella Storia La storia della famiglia Chironi, a partire dal suo capostipite Michele Angelo, un fabbro che sa in cosa consiste la forgiatura, che l arte di combinare trazione, piegatura, compressione, punzonatura del metallo La forgiatura cogliere l attimo in cui il metallo pronto per la lavorazione, quando dall arancio passa al giallo, quando l esperto fabbro comprende di essere lui il padrone e di poter piegare e dare la forma che lui vuole alla materia Cos l uomo nelle mani del suo Fabbro materia disposta a piegarsi al momento giusto, perch nel piegarsi non c sempre resa, c consapevolezza di s e della propria umanit , e dunque della propria debolezza E Michele Angelo questa lezione l ha compresa e ne sperimenta sulla propria pelle le conseguenze Perch la sua famiglia, la sua stirpe viene pi volte colpita dal dolore, dalla sofferenza che la mano del Fabbro impone Nel corso degli anni, dalla fine dell Ottocento passando attraverso le due guerre mondiali, sulla famiglia Chironi si concentrano tragedie, sofferenze, morti Essa non riesce a prosperare, perch viola la regola, che Michele Angelo conosce bene e teme sopra ogni altra cosa, del pelo dell acqua mai andare sotto la superficie e provocare commiserazione negli altri mai sopra la superficie dell acqua e far nascere invidie ma sempre galleggiare a pelo d acqua, senza farsi notare Solo in questo modo la stirpe pu sopravvivere di generazione in generazione Felici quelli che non hanno mai conosciuto il dolore Ma una volta che una casa invest l urto di un dio, continua il compimento del flagello su l intera progenie, inarrestabile cos canta il coro nella Antigone di Sofocle La citazione mi viene spontanea, cos come il collegamento con il peccare di hybris , l atto di superbia che segna il superamento del limite di ci che l uomo pu compiere e fa scattare la nemesis del dio, di cui i greci tanto temevano le conseguenze nella vita dell uomo e della sua stirpe E fino quasi al termine del libro sembra che la stirpe non riesca pi ad innalzarsi sotto i colpi del martello del Fabbro, ma poi una speranza sorge, proprio all ultimo E la fine non una fine In conclusione, posso dire che un romanzo con pagine di poesia messa sotto forma di prosa, con i personaggi che spiccano nella storia, descritti con una scrittura che si potrebbe definire ermetica Bello, molto bello `Free ☙ Bloodlines ↸ When Giuseppe Mundula first sees Michele Angelo Chironi across the corridor of a Sardinian orphanage, the reserved blacksmith realises he has found the son and heir he never knew he needed And when, a few years later, Michele himself looks down from a church rooftop and sees the beautiful Mercede, the quiet orphan realises he has found the woman he will marry So begins Marcello Fois magisterial domestic epic of the lives and loves of the Chironi family, as they struggle through war and fascism Deftly endowing familial horrors with mythical resonance, Fois creates a Dantesque triptych that inscribes the history of twentieth century Sardinia onto a single misbegotten household